Sotto il museo

Sotto il museo – Dentro la storia della città


Nell’area archeologica posta sul fianco meridionale del Palazzo si conserva un palinsesto di strutture murarie e piani pavimentali emersi durante i lavori di restauro del Palazzo dei Provveditori veneti. L’area archeologica testimonia e racconta le trasformazioni urbane che Cividale ha vissuto, dalla definizione urbana del centro romano alla formazione della città medievale. 

Area Archeologica

Nell’area posta ad ovest del Museo è emerso un complesso abitativo di età tardo romana (III sec. d.C.), costituito da numerosi ambienti di modeste dimensioni, che hanno restituito interessanti tracce della loro trasformazione nel quadro dei nuovi assetti politici e sociali determinati nella prima età medievale. Tracce di focolari evidenti sui piani pavimentali precedenti testimoniano di nuove frequentazioni degli ambienti, mediante forme meno organizzate e strutturate. Importanti segni di un incendio riscontrati duranti gli scavi hanno permesso di avanzare l’ipotesi di un legame con le drammatiche vicende narrate da Paolo Diacono in relazione all’assedio degli Avari del 610 d.C.  L’evidenza più immediata nella visita dell’area è rappresentata dalla presenza delle due sepolture conservate in situ, rappresentative di un più ampio gruppo di 12 tombe, databili in età tardo antica ed altomedievale, rinvenute nell’area.

 

Nei locali sottostanti il Museo sono emersi invece importati resti relativi al Palazzo dei Patriarchi di età alto e basso medievale. Come narrano le fonti la sede cividalese del patriarca di Aquileia fu posta da Callisto a Cividale in un periodo compreso tra il 737 ed il 770 d.C.; il palazzo faceva parte di un complesso di edifici comunicanti tra loro, comprendente anche la basilica di Santa Maria Assunta ed il battistero di San Giovanni Battista. Dalla lettura dei documenti emerge l’immagine di un palazzo importante, dotato anche di una cappella dedicata a San Paolino di Aquileia, morto nell’802 d.C. Il complesso fu ristrutturato ed ampliato ad opera del patriarca Gregorio di Montelongo (1251-1269) e dei suoi immediati successori. La decadenza iniziò nella seconda metà del XV secolo, allorché i patriarchi vi si stabilirono solo occasionalmente, e si acuì con la conquista veneta del 1420. Danneggiato dal sisma del 1511, venne decisa la sua demolizione del 1533.

Palazzo patriarcale

I resti conservati sotto il locali del Museo sembrano confermare le indicazioni fornite dalle fonti, definendo la presenza di una fase edilizia di età altomedievale a cui si sovrappone un importante intervento ricostruttivo di fasi più tarde. Della fase tardoantica – altomedievale si sottolinea la presenza di un pavimento musivo in bianco-nero con semplice schema geometrico costituito da quadrati giustapposti, all’interno dei quali risaltano composizioni di tessere nere formanti un motivo centrale. Lo schema decorativo trova confronto nei pavimenti musivi paleocristiani, in particolare in un pavimento dell’episcopio paleocristiano di Aquileia, datato tra la fine del IV secolo e l’inizio del V. Il rinvenimento nel 2008 di sepolture infantili, probabilmente altomedievali, deposte in fosse profonde, tuttora visibili, che intaccano il pavimento musivo, porta nuovi argomenti ad una datazione abbastanza antica di questo settore del complesso.

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