Le necropoli friulane

PIANO NOBILE - SALA 6-7

La sala 6 accoglie materiali altomedievali dal Friuli. Si tratta di materiali longobardi delle necropoli di Romans d’Isonzo e di San Salvatore di Maiano  e di altre importanti sepolture singole da Udine (reperti da tomba femminile dell’epoca dell’immigrazione), da Rodeano Alto e da Magnano in Riviera (corredo da cavaliere con anello sigillare in oro in cui è incastonato un solido bizantino emesso tra gli anni 668 e 680).  Altri corredi riferibili alla popolazione romanza documentano la necropoli di Liariis di Ovaro. Un gruppo di elementi di ornamento proviene invece dal castrum di Invillino- Col Santino e sempre da Invillino-Col di Zucca proviene la magnifica croce processionale di età carolingia.

Della necropoli di Romans d’Isonzo sono esposti i ricchi corredi di tre sepolture, una maschile e due femminili. La necropoli di Romans d’Isonzo fu scoperta nel 1986 ed è stata scavata con metodo scientifico sotto la direzione della dott.ssa Franca Masselli Scotti. E’ una delle necropoli altomedievali più estese scoperte in Italia, in uso dalla seconda metà del VI e per tutto il VII secolo. Finora sono state portate alla luce 300 sepolture.Si tratta di una necropoli usata e dalla popolazione autoctona e dai Longobardi. Sono presenti un buon numero di tombe longobarde tra cui alcune con corredi attribuibili alla generazione emigrata. L’insediamento a cui apparteneva la necropoli di Romans stava probabilmente in relazione al controllo della strada che univa Cividale ad Aquileia.

Da  San Salvatore di Maiano, pervennero al museo nel 1921 e nel 1945 due gruppi di reperti rinvenuti in numerose sepolture distrutte per lavori di scasso del terreno. I materiali che rappresentano un’ampia gamma di manufatti: oggetti d'uso, armi e guarnizioni di cinture, purtroppo non sono separati per tomba di provenienza. Alcuni materiali come lo scudo da parata, rivelano la presenza di personaggi di ceto elevato e gli speroni attestano la presenza di cavalieri.  I reperti documentano la presenza longobarda a San Salvatore in un arco di tempo che va dalla seconda metà del VI a tutto il VII secolo. Si è ipotizzato che l’insediamento a cui apparteneva la necropoli fosse di tipo militare, posto in un punto strategico della viabilità altomedievale.

Nella sala 7 è esposto un numeroso gruppo di materiali archeologici assegnabili alla cultura della popolazione romanizzata altomedievale, provenienti da scoperte fortuite di tombe o di necropoli nella zona tra il Ducato del Friuli e quello di Ceneda.

Dal Pordenonese, nel Comune di Erto – Casso, provengono corredi funebri da tombe casualmente scoperte nel 1958 in località Ciampuz e nel 1977 in località Le Vare. I reperti ( armille, orecchini, fusaiole, coltelli, pettini ) si collocano cronologicamente tra il VI e il VII secolo.

Il più cospicuo nucleo di materiali di tradizione romana recuperati da corredi funebri è arrivato al museo di Cividale nel 1908 e nel 1924, da Voltago, in Provincia di Belluno.

Tra i vari oggetti, purtroppo privi di dati riguardo alla tomba di provenienza, vi sono vasi in terracotta, orecchini in argento e bronzo, collane in pasta vitrea e un buon numero di fibule in bronzo di diversi tipi: a bracci uguali, a croce, a disco con croce iscritta, a piede ripiegato, a staffa con piastra di testa triangolare e a placca romboidale.